Mario tennis OPEN
Piattaforma: 3DS
Uscita: 25-05-2012
La serie One Piece fatica a trovare anche in Occidente il seguito devoto che, invece, a distanza di anni continua imperterrito a glorificarne i pregi nel paese del Sol Levante: ciò non significa comunque che anche da noi non possano arrivare gli adattamenti videoludici delle avventure di Monkey Rufy e soci. Già nel 2009 infatti avevamo avuto i due capitoli per Wii, ed ecco ora arrivarne una versione con tanto di 3D anche su 3DS: insomma, gli amanti della serie hanno di che gioire… o no?
Effettivamente ci sono alcune sorprese poco piacevoli in questa conversione per 3DS, partendo dal fatto che non è completa: dovete infatti sapere che dei due episodi apparsi su Wii (Unlimited Cruise 1 e 2) solo uno è stato girato su 3DS, mentre nella versione nipponica del medesimo titolo sono presenti entrambi. Perché? Per “problemi di localizzazione” riguardo ai quali rimaniamo dubbiosi, visto che la versione 3DS del titolo, in Giappone, è uscita 9 – leggasi NOVE! – mesi addietro… vabbé, accontentiamoci di quello che c’è. E che, per inciso, non è né poco né brutto, anzi: Unlimited Cruise SP ha tutte le caratteristiche del titolo per Wii, ma con una cosmesi molto più gradevole e un effetto 3D davvero ben implementato. La linea dell’orizzonte del paesaggio è lontanissima e definisce layout eccellenti, che forse peccano solo in quanto a design puro: graficamente One Piece su 3DS è molto più che grazioso, e ha anche degli spunti davvero stupefacenti da ritrovarsi ad esempio nelle movenze dei personaggi, fluide e credibili se paragonate alla versione dei cartoni TV. Il sonoro è stato ripreso di peso da Wii, già allora non era stratosfericamente bello ma comunque fa il proprio dovere: inutile tuttavia cercare le voci dei doppiatori italiani, non le troverete…
Dove però One Piece ci sembra perdere qualcosa per strada è nella giocabilità pura: il titolo è infatti a metà strada fra le meccaniche adventure, soft RPG e action. Vestendo i panni di uno fra gli otto personaggi selezionabili, pescati chiaramente dall’equipaggio della Going Merry, dovremo visitare ed esplorare le isole dell’arcipelago prezzo il quale i nostri sono stati scaraventati loro malgrado. Si va di classico in classico: l’isola del fuoco, del ghiaccio, del deserto… e così via. Lo scopo principale è quello di trovare oggetti, potenziamenti e aggeggi assolutamente inutili ma che serviranno, in un modo o nell’altro, a farci superare gli ostacoli che sbarrano il proseguimento dell’esplorazione. Oltre ad esserci molto back-tracking, va inoltre detto che o si accetta lo spirito scanzonato e divagante dell’avventura in sé, oppure si cadrà vittima dopo la prima mezz’ora di gioco della noia imperante un po’ in ogni aspetto del gameplay: c’è tantissima ripetitività, tantissimo fare e rifare la stessa cosa…
Dicevamo dell’elemento soft RPG: si tratta di statistiche e potenziamenti del personaggio in uso, che acquisirà nuove abilità mano a mano che si avanza o che si sconfiggono i boss. In molti casi però tali abilità sono indispensabili, e vi troverete a non averle sbloccate anche dopo un boss… la soluzione a tutto ciò? Reimbarcarsi in una allegra scarpinata sulle isole, acquisire oggettuncoli e via, finché non si sblocca la suddetta abilità. Non il massimo della vita e, soprattutto, non il massimo del level design, a proposito del quale vanno anche lamentati errori abbastanza evidenti nella gestione dell’interazione fra personaggi e fondali. Capita spesso infatti che, in una delle sessioni di spostamento fra ambienti e isole, ci si debba impegnare in una sezione platform che mette in evidenza i problemi di collisione sopra riportati.

