
Come sempre si fa in questi casi un breve richiamo a ciò che è stato prima si impone: pratica, questa, ormai ricorrente quando si tratta di parlare di Resident Evil su consoles Nintendo. Era il 2002 quando
Resident Evil Zero apparve su GameCube, facendo il piacere e la gioia dei pochi adepti della saga che decisero di dotarsi del prodotto Capcom. Le vendite non esaltanti furono il principale motivo che spinse la software house nipponica a togliere l’esclusività di Resident Evil 4 alla console Nintendo, trasportandolo anche su PS2 e PC. Sono passati quasi 8 anni giusti, ed ecco riapparire lo stesso medesimo gioco su Wii, in un’operazione porting che, è bene dirlo, riesco solo a metà. Resident Evil 0 su Wii, facente parte a pieno titolo della serie Archives (che vanta già la riproposizione del
primo capitolo Rebirth), è infatti un tuffo nel passato della serie, con le sue meccaniche che definire legnose sarebbe riduttivo e tutta quella serie di sparatorie ed enigmi tanto cari agli amanti della saga… il prezzo da pagare c’è eccome, sta a voi decidere se ne vale la pena.

Come accaduto per il porting del p
rimo Resident Evil nella sua riedizione per GameCube, anche stavolta non si può parlare di una riedizione o di un Wiimake, ma piuttosto di una pura e brutale trasposizione del titolo originale: acquisterete quindi il medesimo gioco per GameCube senza la benché minima ottimizzazione. A riprova di ciò basta citare il comparto audio, che ripropone pacchianamente gli stessi strafalcioni ed erroracci di traduzione nelle sequenze a schermo (dettaglio esilarante, per l’epoca, ma che non fa che aggravare la voce “pigrizia” degli sviluppatori). Ed è un peccato, anche perché il titolo, dal punto di vista tecnico, è invecchiato benissimo: i fondali oscuri e tetri, le ambientazioni atipiche per la serie, la fluidità dei movimenti e la cura al dettaglio sono tutti elementi apprezzabili anche ai giorni nostri, se non fosse per le meccaniche di movimento pure che rimangono ancorate a schemi ormai ben al di là dell’obsoleto. In sostanza, se avete già giocato all’originale su Cubo, potete tranquillamente risparmiare i 40 euro richiesti per questo porting su Wii, visto che non è presente il benché minimo extra.

La giocabilità, invece, è la medesima di sempre, per quanto concerne la serie classica dei Resident Evil, quando il brand poteva ancora definirsi a pieno titolo il papà dei survival horror. Girare il personaggio di 180 gradi richiederà tempo, così come prendere degnamente la mira per abbattere i nemici che infesteranno ogni ambiente di gioco.
Resident Evil Zero aveva inoltre la peculiarità, rispetto ai predecessori, di aver introdotta la modalità di gioco a due, dove potremo controllare di volta in volta uno dei due protagonisti Billy Coen e Rebecca Chambers. Una meccanica di gioco assolutamente innovativa per l’epoca, e che aggiunse una nuova dimensione sia esplorativa che di utilizzo per quanto riguarda gli enigmi, mai come in questo episodio evoluti e complessi. E’ quindi chiaro che Resident Evil Zero è più una chicca dedicata ai fans storici della saga piuttosto che un prodotto destinato a creare nuovi adepti, ed è in quest’ottica che ci sentiamo di poterlo valutare come un prodotto di valore con un suo senso. Inutile poi ricordare come questo genere di gioco si assesti su una longevità più che buona, con un tempo di gioco collocabile fra le venti e le trenta ore in prima battuta.
Concludendo:

L’operazione amarcord è riuscita solo in parte, cara Capcom: l’utenza Wii ha voglia di ben altro, e pare non accontentarsi più di meri porting. Dopo non aver avuto la gioia – o la brutta sorpresa, leggendo le lamentele dei fans a proposito – di veder approdare su Wii il quinto capitolo della serie ufficiale, ecco apparire un ennesima riedizione di un vecchio classico… affascinante, per carità, ma solo agli occhi di chi si è potuto godere questo piccolo capolavoro ai tempi che furono. Sono molti gli amanti del franchise che rimpiangono atmosfere, personaggi e trame del passato, ma praticamente nessuno tornerebbe a questa gestione del personaggio, dell’azione e del movimento puro. Perché quindi riproporla così basilarmente? D’accordo, per dare una chicca ai fans… sempre che la vogliano, questa chicca…
Grafica: 6,5
Datata, beninteso, ma ancora oggi gradevolissima. Rispetto a Rebirth molti ambienti risultano molto meglio definiti, i personaggi più fluidi e meglio caratterizzati, gli effetti di luce maggiormente impiegati.
Sonoro: 6
Esattamente quello che ci si aspetterebbe da un prodotto come Resident Evil: atmosfera e pathos, anche se totalmente ripreso dall’originale. Esilarante il riscontrare, a distanza di quasi 10 anni, i medesimi errori nelle traduzioni dei testi a schermo…
Giocabilità: 6,5
Rispetto agli altri Resident Evil classici qui troviamo una grande quantità e qualità di enigmi, insieme alla classica azione survival horror. Le meccaniche di gestione e spostamento del personaggio, datate già all’epoca del rilascio originario, sono da paleolitico videoludico… de gustibus non disputandum est, giusto?
Longevità: 7
Contenuti di qualità che vi terranno impegnati per le canoniche 20/30 ore. E’ uno dei Resident Evil più difficili, anche alla luce dei boss davvero mastodontici!
GLOBALE: 6,5
Di sicuro più gradevole, nella sua riproposizione, rispetto al porting del
primo Resident Evil (nella sua versione Rebirth),
Resident Evil Zero torna su Wii senza un vero perché. Gli amanti della saga, che se lo gustarono su GameCube, probabilmente ancora oggi conservano l’originale senza avvertire il bisogno di ributtarsi in meccaniche di gestione del personaggio davvero superate e legnose. Non facciamo fatica a immaginare il viso di un giocatore che, ignaro si tratti di un porting duro e puro, si trovi suo malgrado catapultato 20 anni indietro in un’era videoludica ben diversa… occhio, quindi: questo secondo exploit della serie Archives è per soli fans di vecchia data, o per chi abbia la curiosità di vedere come si è evoluta nel tempo la serie che ha dato vita all’amato genere dei survival horror.
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