
Il rapporto fra Nintendo, Capcom e la serie Resident Evil è a dir poco complesso. Dopo le promesse non mantenute dell’era GameCube (i casi eclatanti di Resident Evil 0 e 4, per essere più precisi), sembra che anche nel periodo Wii i due colossi non riescano a trovare una via in grado di soddisfare ciascuno, senza contare le esigenze dei fans. Accade così che, mentre la serie classica sia praticamente sparita dalle piattaforme Nintendo, una folta serie di remake e spin-off prolifichi in particolare su Wii. Dopo aver visto l’adattamento del 4 capitolo, unica e vera imperdibile chicca in tal senso, siano arrivati i remakes di Rebirth e Zero, praticamente dei meri porting; oltre a ciò, i contenuti nuovi sono considerabili solo nella misura dei capitoli Chronicles. The Umbrella Chronicles, comparso un paio d’anni orsono, ha riportato la serie sui binari del gameplay per lightgun, con visuale in prima persona e mirino a schermo per abbattere orde di zombies… e ora ci risiamo, con
The Darkside Chronicles che piazza stavolta l’azione in setting ben noti per darci ulteriori dritte su storia e punti di vista alternativi. Chiaramente non abbiamo più minimamente a che fare con il survival horror dei bei tempi andati, ma questo non significa che non ci si ritrovi fra le mani un signor titolo!

Ed è proprio il caso di The Darkside Chronicles, che riprende tutte le meccaniche degli shooter su binari più classici aggiungendo qualche dettaglio che riesce a conferire alla produzione Capcom-Cavia (lo studio che ha sviluppato il gioco)grande lustro. Iniziamo quindi col dire che tecnicamente il prodotto c’è, eccome: raramente si è visto tanto bendiddio generato dalla strumentazione Wii, fluidità e dettagli la fanno da padrone. Se si chiude un occhio sulla risoluzione delle textures – come è logico si debba fare considerando l’hardware – noterete come
The Darkside Chronicles riesca dove molti altri softwares hanno fallito, cioè nel generare il miglior compromesso possibile fra qualità e quantità di dettagli a schermo. Le animazioni dei personaggi appaiono sempre convincenti, le cutscenes sono di pregevole fattura (anche se sempre plasticosissime, come da consolidata prassi in casa Resident Evil!), i filmati molto suggestivi. E’ soprattutto la nuova ambientazione inedita, l’unica inserita nel titolo, a godere di tale trattamento: finché ci si muove fra gli ambienti di Resident Evil 2 e Code Veronica tutto è ben fatto, ma quando ci si cala nell’atmosfera di operazione Javier è possibile riscontrare appieno la qualità del lavoro svolto. Appunto marginale sul sonoro, buonissimo dal punto di vista degli effetti, un po’ meno quando si guarda al parlato, volutamente e pesantemente ridondante e invadente in molte fasi di gioco.

La giocabilità è strettamente legata al genere specifico: non c’è nulla di nuovo o innovativo nell’offerta di
The Darkside Chronicles , fatta eccezione per un sistema di potenziamento delle armi le quali, a fine livello, potranno di volta in volta venire ottimizzate in diversi parametri. Questa procedura permette di agire in modo discretamente apprezzabile nella giocabilità, migliorando e agevolando il cammino in alcuni stages e rendendo superabili aree altrimenti davvero troppo ostiche. Il meccanismo, insomma, non farà ricredere coloro i quali non hanno mai trovato interesse negli shooters su binari, anche se va detto che questo spin-off della serie Resident Evil è molto più gradevole, se non altro per trama e ambientazioni, rispetto al precedente The Umbrella Chronicles. Anche dal punto di vista della longevità stavolta potremo far conto su maggiori contenuti, unitamente a una notevole rigiocabilità alimentata dai bonus e extra raccoglibili e sbloccabili nei diversi stages. Fra le voci negative va sicuramente annoverata la telecamera, che dinamica com’è spesso crea più fastidi che altro nella gestione della mira a schermo, e il sistema di puntamento puro, che in determinati frangenti (come in alcune fasi specifiche di gioco) non si dimostra preciso a sufficienza.
Concludendo:
E’ un gradito ritorno quella della sottoserie Chronicles di Resident Evil: dopo il buon Umbrella ecco il nuovo
Darkside, che aggiunge e migliora il predecessore sotto quasi tutti i punti di vista. Fatta eccezione per un paio di sviste nel gameplay, che non pregiudicano mai il risultato finale, questo shooter farà la felicità dei fans storici della saga, facendosi piacevolmente giocare anche da chi cerca uno shooter su binari di qualità e quantità. A quando un VERO Resident Evil anche su Wii?
Grafica: 9
Molto buona sia dal punto di vista tecnico che ludico. La telecamera dinamica è utile ai fini scenici, ma rende alcune fasi di gioco difficilmente gestibili. Molto buone le animazioni e la fluidità generale.
Sonoro: 8
Effetti molto buoni e credibili, parlato – in inglese sottotitolato – forse eccessivo e ridondante, quasi invasivo in certi momenti. Rimpiangiamo i lunghi silenzi, interrotti solo da sospiri e mormorii, del quarto capitolo…
Giocabilità: 8,5
Uno shooter su binari classico e frenetico, farcito dall’atmosfera made in Resident Evil… scusate se è poco! L’aggiunta del potenziamento alle armi e i nuovi setting aggiungono molto rispetto a The Umbrella Chronicles, anche se i non amanti del genere specifico non cambieranno di certo idea giocando questo titolo.
Longevità: 8
Maggiore quantità rispetto al predecessore, oltre a una rigiocabilità elevata grazie alle modifiche apportabili alle armi.
GLOBALE: 8,5
Resident Evil: The Darkside Chronicles è senza ombra di dubbio un buonissimo titolo, condito da diverse migliorie che lo innalzano qualitativamente rispetto a The Umbrella Chronicles. Rimane comunque saldamente ancorato alla tipologia di gioco che è, senza fare meraviglia, uno shooter su binari assolutamente tipico. La quantità di contenuti, e i risvolti di trama presentati per la prima volta, faranno comunque la felicità di molti fans, che rimangono ancora in attesa di un capitolo vero e proprio della serie su Wii.
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